Head hunter: caratteristiche e prospettive di una professione in evoluzione

Individuare l’uomo giusto per il posto giusto, nel momento giusto, far incontrare uno specifico profilo professionale con il ruolo in cui, capitalizzando sulle sue capacità, potrà portare valore aggiunto all’azienda in cui si trova ad operare: questo è il lavoro dell’head hunter.

L’head hunter non è solo un “cercatore di talenti” ma è soprattutto qualcuno in grado di comprendere l’intima e specifica necessità dell’azienda in termini di “hard e soft skills” su un ruolo e le sue responsabilità. Deve essere capace di comprendere a fondo le potenzialità di un candidato e le necessità dell’azienda che è alla ricerca di un professionista, in modo da creare il match perfetto tra domanda e offerta.

 

Head hunter: chi è, cosa fa e in che modo opera

Un head hunter è un professionista che opera in sinergia con le aziende clienti, occupandosi di identificare e valutare le professionalità più adatte a ricoprire ruoli di rilievo all’interno del loro organigramma.

Per riuscire in questo scopo, l’head hunter parte innanzitutto da un’approfondita analisi dell’esigenza, ossia del ruolo e del contesto organizzativo, analizza lo scenario competitivo per indirizzare strategicamente l’attività di scouting sul mercato. In questa fase si avvale di una serie di strumenti fra cui una corposa attività di “caccia diretta”, assistita dalla propria rete di relazioni personali e dai social network professionali.

 

Come si riconosce un buon head hunter

Non esiste un corso di laurea specifico, né una qualifica particolare che abilita ad operare nel settore dell’head hunting: in questo campo ogni professionista deve formarsi in modo autonomo, mettendo in gioco le sue capacità e le sue competenze.

Non è quindi il titolo di studio o il voto di laurea a determinare le capacità di un buon head hunter: in questo campo è centrale l’esperienza, che si traduce concretamente nella capacità di costruire una rete di relazioni professionali che va coltivata sia tramite il rapporto diretto che attraverso l’utilizzo di piattaforme online. L’esperienza è centrale anche per saper gestire e valutare l’andamento del colloquio, che rimane il momento centrale in ogni processo di ricerca.

Un buon head hunter, inoltre, deve avere la capacità di analizzare e di comprendere a fondo il funzionamento dell’azienda per cui opera, non limitandosi solo agli aspetti pratici e organizzativi ma arrivando a comprenderne a fondo mission, vision e valori fondanti. Solo così potrà capire se i candidati che si trova di fronte saranno in grado di integrarsi in maniera positiva all’interno della nuova realtà professionale, e potrà individuare la persona capace di rispondere meglio alle necessità di quella specifica azienda, con la sua particolare filosofia di azione e con il suo specifico bagaglio di storia, esperienza e valori.

 

Head hunting e mondo digital: come gli strumenti tecnologici hanno cambiato la professione

Il lavoro dell’head hunter è cambiato, negli anni, grazie all’introduzione di strumenti digitali sempre più raffinati, capaci di memorizzare e gestire una quantità enorme di dati.

L’intelligenza artificiale e gli algoritmi possono costituire un valido aiuto per la professionalità dell’head hunter, senza per questo sostituirsi alle sue competenze individuali e alla sua capacità di creare un network, che rimangono ancora oggi imprescindibili.

Le nuove tecnologie permettono di costruire reti professionali sempre più vaste e ampliano in modo esponenziale il bacino di persone che possono essere raggiunte, permettendo di conoscere già prima del colloquio una mole enorme di dettagli specifici sulla vita professionale e sulle esperienze dei potenziali candidati.

Questo non significa, ovviamente, che gli strumenti digitali possano sostituirsi all’uomo: nel campo dell’head hunting rimane centrale la capacità di comprendere tanto le singole persone quanto le organizzazioni nel loro complesso, creando relazioni di lungo periodo. La tecnologia, però, consente di rendere il lavoro dell’head hunter sempre più efficace, permettendo al professionista di dedicare il suo tempo alle attività che non possono prescindere dalla sua competenza, dalla sua esperienza e dal suo bagaglio di relazioni professionali.