Lo stress lavoro-correlato: strategie e consigli per combattere un’epidemia silenziosa

Le problematiche legate allo stress lavoro-correlato sono in costante aumento, e da più parti si parla esplicitamente di una vera e propria “epidemia di stress” che si diffonde e macchia d’olio provocando conseguenze anche molto gravi, che impattano in modo significativo sulla vita delle persone e delle aziende.

Negli anni la consapevolezza in merito all’importanza della salute – non solo fisica, ma anche psicologica – dei propri collaboratori e manager è andata via via crescendo, ma i dati ci dicono che la strada da percorrere è ancora lunga, e che oggi più che mai è necessario attuare precise strategie per proteggere aziende, manager e lavoratori dal rischio di burnout.

 

Stress da lavoro: una problematica da non sottovalutare

Il mondo del lavoro è una realtà in costante evoluzione e trasformazione, e negli ultimi decenni ha affrontato cambiamenti epocali che l’hanno modificato radicalmente. Nel giro di pochi decenni – dall’inizio degli anni Novanta a oggi – il contesto in cui ogni singolo lavoratore opera è completamente mutato: i nuovi strumenti tecnologici, l’opportunità di accesso a una mole di informazioni sempre più ampia, la generale tendenza verso una sempre maggiore flessibilità di orari e mansioni hanno rivoluzionato la quotidianità del lavoro, richiedendo a tutti di adattarsi rapidamente a un nuovo modo di concepire la propria attività.

Questi cambiamenti, frutto dell’evoluzione della tecnologia e della società, non sono privi di ricadute sul piano psicologico, e hanno provocato un generale aumento dello stress collegato al lavoro. Studi sul tema condotti negli USA, ad esempio, hanno rilevato che il 40% dei lavoratori ritiene di svolgere un lavoro “molto stressante” o “estremamente stressante”. Il 25% delle persone intervistate, poi, ha dichiarato che il lavoro è il principale fattore di stress con cui deve fare i conti nella propria vita, e i tre quarti del campione si sono detti convinti che, oggi, i lavoratori affrontino una quantità di stress decisamente superiore rispetto a quanto avveniva solo 25 anni fa.

Non stupisce che questa tendenza abbia precisi riscontri anche tra coloro che ricoprono posizioni manageriali: vari studi realizzati seguendo l’evoluzione professionale di singoli lavoratori hanno rilevato che gli avanzamenti di carriera portano con sé una crescita dei livelli di stress, dovuta alla necessità di sostenere un carico lavorativo maggiore, alla crescita delle responsabilità, all’esposizione a livelli di conflitto più elevati e, infine, a una maggiore difficoltà nella gestione della propria vita personale in rapporto al lavoro.

Queste statistiche, basate sulla percezione individuale dei singoli lavoratori e manager, hanno un preciso riscontro anche dal punto di vista medico e sanitario: è ormai assodato che innumerevoli disturbi – dai problemi cardiaci ai disturbi del sonno, passando per la depressione, la perdita di memoria, gli stati d’ansia – sono correlati allo stress, e dal momento che il lavoro si è fatto negli anni sempre meno gravoso a livello fisico, ma sempre più stressante a livello psicologico, non stupisce che queste patologie siano in costante aumento.

 

Lo stress lavoro-correlato in epoca Covid

In questo quadro, già poco confortante, si è aggiunto recentemente un nuovo elemento che non deve essere sottovalutato. La pandemia di virus Covid-19 è andata a sommarsi alla preesistente “epidemia di stress da lavoro”, creando un terreno di coltura ideale per l’emergere di disturbi gravi, che non sembrano destinati a risolversi nel breve periodo.

Moltissimi studi hanno rilevato, a partire dalla metà del 2020, un aumento vertiginoso dei casi di burnout (si stima che il loro numero sia cresciuto in una percentuale che varia dal 40 al 60%), e anche laddove le conseguenze non sono state così gravi da richiedere un intervento e una diagnosi medica, è evidente che nell’ultimo anno e mezzo lavoratori e manager sono stati sottoposti a una quantità di stress estremamente rilevante, che non può non avere conseguenze sulla loro salute fisica e mentale.

 

Gestire lo stress lavoro-correlato: strategie per tutelare il benessere dei manager

È ormai assodato che lo stress è endemico e colpisce con particolare forza le persone che ricoprono ruoli di responsabilità, ed è quindi evidente l’importanza di mettere in campo interventi concreti volti a promuovere il benessere psicologico dei manager. Azioni di questo tipo sono fondamentali per tutelare la salute dei singoli dirigenti, ma anche per garantire – a cascata – una migliore qualità del lavoro di tutti i membri del team, e di conseguenza il benessere dell’azienda nel suo complesso.

In molti casi può essere utile proporre ai manager un vero e proprio percorso di consapevolezza che li aiuti a gestire al meglio le situazioni potenzialmente stressogene, ricordando sempre che – contrariamente a quanto si pensa – lo stress non è una realtà oggettiva e uguale per tutti, ma è frutto di una reazione del singolo individuo nel momento in cui deve affrontare una situazione che lo fa sentire sotto pressione. Questo elemento è fondamentale, e non va mai dimenticato: lo stress si può combattere modificando il modo in cui la persona affronta la realtà che la circonda e le sfide che essa pone.

Ecco alcune strategie fondamentali con cui i manager possono riuscire ad abbassare il proprio livello di stress:

  1. Controllare l’aggressività: chi affronta situazioni di stress tende ad assumere un atteggiamento ostile nei confronti di chi lo circonda, ma l’aggressività non è solo una conseguenza dello stress: molto spesso ne è la causa. Le persone tendenzialmente aggressive sono più esposte allo stress, perché tendono a sovra-reagire quando la situazione esterna le fa sentire sotto pressione. Questo innesca un circolo vizioso che finisce inevitabilmente per coinvolgere anche i colleghi di lavoro – che, sentendosi aggrediti, vanno incontro a loro volta a maggiori livelli di stress – e che può danneggiare gravemente il benessere psicologico di tutti. È importante essere consapevoli di questo e lavorare sul controllo dell’aggressività propria e altrui.
  2. Lavorare sulla motivazione: quando si è travolti dallo stress è facile perdere di vista gli elementi più gratificanti e positivi del proprio lavoro, focalizzandosi solo su ciò che non funziona o poteva essere fatto in modo migliore. È importante che un manager sia in grado di tenere sempre alto il livello di motivazione – proprio e altrui – per impedire che il livello di stress aumenti esponenzialmente e dilaghi all’interno del team, ma anche per tutelare il proprio benessere psicologico.
  3. Focalizzarsi sugli obiettivi: nelle situazioni in cui cresce lo stress, è importante che il manager sia in grado di mantenere la concentrazione sugli obiettivi essenziali del lavoro del suo team, evitando di disperdere energie su traguardi secondari e ricordando sempre che la situazione esterna influisce inevitabilmente sulla quantità e sulla qualità del lavoro che è possibile svolgere. Pretendere – da sé stessi e dagli altri – un livello di perfezione impossibile da raggiungere è il modo migliore per andare incontro a stress e frustrazione, ed è quindi importante essere in grado di rivedere i propri obiettivi, senza che questo provochi ansia o senso di fallimento.

 

La tutela della salute psicologica dei lavoratori: cosa possono fare i manager

Tra i compiti di un manager c’è anche quello di proteggere il suo team dai rischi provocati dallo stress lavoro-correlato, per permettere all’azienda di operare nel migliore dei modi. A questo proposito, è importante far crescere la consapevolezza in merito all’importanza di queste tematiche, e selezionare figure dirigenziali in grado di farsi carico anche del benessere psicologico del proprio team di lavoro. Le azioni che possono essere svolte in questo senso sono molte:

  • Accertarsi che i dipendenti siano messi in condizione di svolgere il loro lavoro nel migliore dei modi, anche nel contesto dello smart working, dal momento che spesso il senso di inadeguatezza e frustrazione provato dai dipendenti può essere attenuato fornendo loro strumenti e supporti adeguati.
  • Creare un ambiente positivo e non giudicante: in un contesto in cui gli errori e gli imprevisti sono visti come fallimenti a cui non è possibile porre rimedio, è più facile che si creino situazioni di forte tensione che possono sfociare in un burnout. È importante, quindi, che i manager siano in grado di far comprendere ai dipendenti che il team di lavoro è compatto e solidale e che eventuali problemi verranno affrontati insieme, contando sulla collaborazione di tutti.
  • Aiutare il team a essere efficiente: nelle situazioni di stress, è fondamentale evitare di disperdere energie e concentrare gli sforzi in vista del raggiungimento dell’obiettivo. I manager possono svolgere un ruolo fondamentale in questo senso, ad esempio indicando con chiarezza a tutti coloro che partecipano a un certo meeting qual è l’obiettivo dell’incontro, quanto durerà e qual è il risultato che si deve conseguire al termine del tempo previsto. In questo modo si aiutano i partecipanti a focalizzare le loro energie sull’obiettivo, evitando il senso di frustrazione che deriva dalla sensazione di sprecare tempo.
  • Rafforzare i legami all’interno del team: specie nel contesto dello smart working, è importante che i lavoratori continuino a sentirsi parte di un team che opera unito e che condivide obiettivi comuni. Un manager capace di creare questo senso di comunità e connessione tra i membri del suo gruppo di lavoro dispone degli strumenti ideali per aiutare l’intero team a combattere lo stress e a evitare il rischio di burnout.

Per combattere lo stress lavoro-correlato è fondamentale che dipendenti e manager operino insieme, con la consapevolezza che la salute psicologica dei lavoratori è la vera ricchezza su cui può contare qualunque azienda. FLOWER&KLEIN accompagna i suoi clienti nella selezione di manager capaci di farsi carico anche di questo tipo di problematiche e offre interventi specifici di executive business coaching, pensati per accrescere la capacità di affrontare situazioni particolarmente stressogene e per aiutarli a rendere le loro azioni più efficaci in vista di un miglioramento del benessere psicologico loro e dei loro team.