Quanto costa un’assunzione sbagliata? Ecco perché affidarsi a un professionista delle HR conviene!

Selezionare un nuovo manager è un’attività che, indipendentemente dalla realtà in cui si opera, richiede importanti investimenti e porta con sé grandi aspettative. Spesso la ricerca della persona ideale per ricoprire un determinato ruolo si protrae per molto tempo, e le analisi e le valutazioni coinvolgono vari membri del team aziendale, chiamati a dare il loro contributo per arrivare a individuare il candidato ideale.

Nonostante tutti gli sforzi profusi, però, capita fin troppo spesso che il processo di assunzione si concluda con una delusione: non è infrequente che il nuovo manager, una volta assunto, si riveli in realtà meno brillante, proattivo e competente di come era apparso nel corso del processo di selezione, o che emergano difficoltà di ordine caratteriale e personale che rendono difficile il suo inserimento all’interno del team di lavoro. Nei casi più gravi, l’arrivo di un nuovo elemento all’interno del gruppo può anche compromettere gli equilibri pre-esistenti facendo emergere conflitti o situazioni problematiche che in precedenza venivano tenute sotto controllo, con conseguenze che possono impattare negativamente sulla qualità del lavoro dei colleghi e sull’attività dell’azienda nel suo complesso.

Tutto questo deve essere assolutamente evitato, non solo per garantire che l’attività dell’azienda proceda senza imprevisti e intoppi, ma anche per ragione di ordine puramente economico. Un’assunzione sbagliata, infatti, si traduce inevitabilmente in un costo, che può essere anche particolarmente salato. Vediamo insieme come provare a determinarlo.

 

Quanto costa assumere il manager sbagliato?

Stabilire qual è il costo economico dell’assunzione di un manager che non soddisfa le aspettative dell’azienda è piuttosto complesso, dal momento che la cifra è ovviamente influenzata da una pluralità di fattori che riguardano la tipologia di azienda che effettua l’assunzione, la sua organizzazione interna, il tipo di posizione vacante e così via. Ci sono, comunque, alcuni elementi che possono aiutarci a effettuare una valutazione precisa dei costi connessi con un’assunzione “sbagliata”:

  • Spese sostenute nel corso del processo di selezione: per selezionare un manager è necessario sostenere dei costi, specie nel caso in cui l’attività di recruitment venga affidata a una società specializzata. Nel caso in cui il candidato scelto si riveli inadeguato a ricoprire il suo incarico, è possibile che l’azienda si trovi costretta a dover riaprire la posizione e a ripetere la procedura di selezione, con un ovvio aumento imprevisto della spesa.
  • Ritardo nell’avvicendamento e conseguente danno per l’organizzazione aziendale: la necessità di ripetere il processo di ricerca di un manager non comporta solo un aumento immediato dei costi, ma può provocare gravi danni – anche economici – all’organizzazione dell’azienda nel suo complesso. Lasciare una posizione vacante per un periodo di tempo superiore alle attese causa inevitabilmente ritardi nell’avvio di attività e progetti, non permette di gestire i team di lavoro in modo ottimale e, in generale, impatta su tutte le dinamiche aziendali, con conseguenze che possono essere gravi anche nel lungo periodo.
  • Tempo dedicato alla selezione: questo parametro varia a seconda dell’organizzazione dell’azienda che effettua l’assunzione, ma può raggiungere cifre significative nel caso in cui il processo di selezione dei candidati coinvolga molte persone, o preveda un numero rilevante di colloqui. Il tempo investito da ogni singolo membro del board di selezione per leggere i Personal Report e i CV, partecipare ai colloqui con i candidati, condividere le proprie impressioni e considerazioni con i colleghi è infatti tempo che viene sottratto ad altre attività e che ha un costo preciso.
  • Tempo dedicato all’inserimento del nuovo candidato: se la selezione di un manager è un processo complesso che richiede l’intervento di vari professionisti, il suo inserimento all’interno dell’ambiente di lavoro lo è forse ancora di più. Per ogni neo-assunto va infatti previsto un ragionevole periodo di induction, che coinvolge personale che viene distolto da altri compiti per dedicarsi alla formazione. Va da sé che tale formazione richiede maggiori sforzi e investimenti se il neo-assunto si rivela inadeguato a svolgere il suo compito, e che dovrà essere ripetuta ex novo in caso di sua sostituzione con un nuovo manager più preparato.
  • Costi connessi con le attività burocratiche necessarie per l’assunzione

Questi costi, che possono essere quantificati in modo abbastanza preciso, rappresentando solo una faccia della medaglia, quella più visibile. Accanto a loro ve ne sono altri, più difficili da monetizzare ma ugualmente significativi. Un manager inadatto a ricoprire il suo ruolo, ad esempio, rischia di commettere errori che possono danneggiare gravemente l’azienda, facendole perdere clienti o esponendola al rischio di contenziosi, con un evidente danno economico anche sul lungo periodo. Inoltre, se l’attività del manager si rivela non all’altezza delle aspettative si può rendere necessario l’intervento di altre figure manageriali, chiamate a svolgere compiti che rientrerebbero nella sfera di competenza del neo-assunto, con i conseguenti costi in termini di organizzazione interna e con un non trascurabile aumento del livello di stress, che può avere gravissime ricadute sugli equilibri dell’intero team. Un’assunzione sbagliata, infine, si traduce inevitabilmente anche in un mancato guadagno: se il manager non si dimostra capace di garantire performance soddisfacenti, l’azienda deve infatti confrontarsi con il rischio di non riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati al momento dell’assunzione.

 

Un’assunzione non soddisfacente, quindi, ha gravi ricadute che vanno a impattare sull’azienda a livello economico, ma anche sulla sua produttività, sulla soddisfazione dei suoi dipendenti, sulla sua reputazione con clienti e fornitori, sulla cultura aziendale nel senso più ampio del termine. Per questa ragione, affidarsi a un professionista del recruitment come FLOWER&KLEIN è una scelta vincente a ogni livello: la competenza di un partner specializzato nella ricerca di manager e figure dirigenziali permette infatti alle aziende di individuare i candidati migliori, senza imprevisti e senza correre il rischio di dover ripetere il processo selettivo a breve distanza di tempo.